Kaart van het Eyland Bali (Valentijn, 1726)

mercoledì 18 novembre 2015

Il Triangolo di Corallo


Cos'è il Triangolo di Corallo?
Il Triangolo di Corallo è un termine geografico che identifica un’area di forma triangolare formata dalla sovrapposizione di zone marine e costiere di sei stati dell’Asia del Sudest: Indonesia, Malaysia, Papua New Guinea, Filippine, Isole Salomone e Timor-Leste.
Quest’area contiene almeno 500 specie di coralli in ogni eco-regione. Caratteristica principale che la identifica.
C’è un largo consenso nel mondo scientifico che identifica il Triangolo di Corallo come un epicentro mondiale di abbondanza e diversità di vita marina e quindi un luogo dove concentrare le priorità per la sua conservazione.
L’importanza di questo ecosistema è tale che, pur rappresentando appena l’1.6% degli oceani del pianeta, nel Triangolo di Corallo si trovano:
·       Il 53 % di tutte le barriere coralline del mondo,
·       Il 76 % di tutte le specie di corallo conosciute,
·       Il 50 % di tutte le specie di pesci della barriera corallina conosciute,
·       Il 75% delle specie di mangrovie che formano la più grande estensione di foreste al mondo,
·       Oltre il 40% di tutte le specie conosciute di piante che formano le praterie marine.

L’insieme eccezionalmente ricco di specie dell’insieme formato da foreste di mangrovie, praterie di piante marine e barriere coralline è habitat per la riproduzione e la crescita di innumerevoli specie di pesci di rilevanza commerciale, come ad esempio 5 specie su 6 di tonno.
La biodiversità è componente essenziale per mantenere sana la barriera corallina.
Una sana barriera corallina, formata da un ampio numero di specie diverse organizzate in comunità interdipendenti, può sopravvivere agli stress causati dal riscaldamento globale e dal cambiamento di clima più che un ecosistema con meno diversità.


Quali sono le minacce e i rischi riguardo al Triangolo di Corallo?
La ricca biodiversità del Triangolo di Corallo è minacciata da vari fattori, il principale dei quali è:
Il cambiamento globale del clima che porta con sé l’aumento della temperatura e del ph dell’acqua di mare, parametri che da soli portano allo sbiancamento del corallo e alla morte della barriera corallina.
Uniti a questi vi sono altre azioni, tutte di origine antropica, che direttamente o indirettamente alterano o distruggono la barriera corallina e gli altri ecosistemi acquatici associati:
·       Prelievo distruttivo delle risorse biologiche marine, come la pesca industriale senza limiti, la pesca fatta con mezzi distruttivi per l’ambiente come le bombe, che frantumano il corallo e decimano i pesci, e come il cianuro che, allo scopo di tramortire pochi individui, ne uccide altre centinaia e avvelena larghi tratti di barriera, o come il prelievo di corallo per farne materiale da costruzione,
·       L’inquinamento generale della fascia costiera, che sversa in mare scarichi reflui non trattati di origine sia industriale che urbana,
·       Il prelievo indiscriminato di risorse non biologiche, come minerali, petrolio e gas senza considerarne il pericoloso impatto sull'ambiente,
·       La deforestazione indiscriminata che, sia nelle foreste dell’entroterra che in quelle costiere di mangrovie, aumenta l’erosione dei suoli e il risultante apporto di sedimenti in mare e direttamente sulla barriera corallina, con la conseguenza di soffocarla e ucciderla,
·       La forte domanda di alcune specie marine da parte di certi mercati asiatici, che innesca localmente il sovra sfruttare dell’ecosistema costiero e corallino, portando rapidamente a rischio di estinzione numerose specie particolarmente sensibili, come il pesce Napoleone, alcune cernie di barriera, le oloturie, le tartarughe marine, alcuni mammiferi acquatici, ecc.
Nel Triangolo di Corallo già il 10-20% dei coralli sono stati distrutti senza possibilità di recupero e il 75% di tutte le barriere sono fortemente minacciate.

Popolazioni a rischio, cause e effetti.
Oltre 370 milioni di persone vivono nelle sei nazioni che formano il Triangolo di Corallo. 150 milioni vivono entro i confini dell’area e, di queste, 100 milioni dipendono in un modo o nell'altro dalle risorse che sono prelevate dall'ambiente costiero e marino. Tra queste ci sono 2.25 milioni di pescatori.

Larghe porzioni di queste popolazioni dovranno inevitabilmente cercare rifugio e lavoro altrove se continuerà la sottrazione di risorse marine, l’erosione della fascia costiera, la contrazione di suoli coltivabili e abitabili dovuta alla sparizione delle foreste di mangrovie e delle barriere coralline.

E’ molto probabile che la conseguenza sarà una serie di migrazioni di masse di persone verso zone più protette dell’entroterra, come le grandi città, esacerbando i problemi legati all'inurbamento.


In che maniera si opera per migliorare la situazione?
Innanzitutto è da sottolineare come, trattandosi di un problema legato al cambio globale del clima, il mondo scientifico stima che sia assolutamente necessario, almeno per fermare il riscaldamento globale, stabilizzare l’anidride carbonica dell’atmosfera sotto i 450 ppm.
Il WWF considera la regione una priorità d’intervento per la conservazione del mare ed ha attivato, nel 2007, il Coral Triangle Program.
Nel 2009 I governi degli stati che formano il Triangolo di Corallo hanno formato un’organizzazione interstatale di intervento chiamata la Coral Initiative che coordina i numerosi interventi intrapresi singolarmente e collettivamente a sostegno della conservazione dell’ambiente e delle popolazioni costiere, in questo aiutati dal finanziamento di alcune agenzie Internazionali. La C.I. ai muove a vari livelli per: 
·       Accrescere la conoscenza scientifica del problema attraverso l’organizzazione di Spedizioni di Ricerca che monitorano lo stato della barriera corallina,
·       Avviare iniziative di divulgazione delle conoscenze per accrescere nella popolazione il livello di consapevolezza, partendo dalla scuola,
·       Scegliere uno impiego sostenibile delle risorse biologiche,
     limitando la pesca industriale con l’adozione di quote annuali,
     abbandonando la pesca distruttiva a favore di sistemi selettivi,
     abbandonando il prelievo di corallo,
     bloccando il taglio delle mangrovie,
·       Avviare percorsi di conservazione e ripristino delle risorse ambientali attraverso:
     la creazione di aree marine protette, serbatoio di biodiversità,
     la riduzione dell’impatto ambientale industriale, urbano e turistico
     l’implementazione di uno sviluppo turistico eco-sostenibile
     l’attivazione di programmi di ripopolamento di coralli e altro organismi marini



Tra gli interventi di ripopolamento della barriera corallina, uno dei più efficaci ed innovativi è il cosiddetto Biorock che, attraverso l’uso della corrente elettrica a basso voltaggio, stimola la crescita e lo sviluppo di coralli impiantati su un substrato elettrificato e posto in mare a bassa profondità.

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